ecologia e sostenibilita'
chi siamo
L'Associazione Wifaq per lo Sviluppo di Imouzzer, fondata nel 2002 ma pienamente operativa solo dal 2007, ha realizzato, grazie anche alla collaborazione con associazioni belghe ed italiane, molti progetti in campo educativo, imprenditoriale ed agricolo.
L'associazione belga Mabel du désert (MAroc BELgique) da circa 5 anni sostiene alcuni progetti nella regione, nei settori dell'istruzione, della salute, delle infrastrutture e dell'imprenditoria con buonissimi risultati. Tra gli altri, ha partecipato alla costruzione del sistema di canalizzazione dell'acqua dal ruscello (Imouzzer è il villaggio più vicino alla sorgente) al centro del paese; questa acqua è usata principalmente per l’irrigazione. Inoltre, insieme all'Haute Ecole de la Ville de Liège, sono stati organizzati alcuni stage di pedagogia per studenti europei del Dipartimento di Pedagogia della scuola stessa.
Ogni anno l’associazione Babel Onlus organizza in agosto un campo di lavoro per ragazzi ad Imouzzer; le attività svolte durante il campo sono: animazione, giornate ecologiche (raccolta della spazzatura nel torrente), sensibilizzazione all’igiene orale, tracciamento e segnalazione di sentieri di montagna.
Pochi chilometri più in alto del villaggio da una cascata sorge l'Oued Glaoua, un torrente che alimenta Imouzzer e gli altri paesi a valle (Imouzzer in berbero significa cascata). Questo fiume durante l'estate cala di molto il suo volume d'acqua. Già precedentemente l'Associazione Wifaq aveva costruito un sistema d'irrigazione ottimale per i propri alberi da frutta, ma per far fronte alle periodiche carenze d'acqua soprattutto per i villaggi più a valle ha recentemente progettato e realizzato un piccolo bacino di raccolta dell’acqua che potrà fornire l'acqua per l'agricoltura durante i mesi estivi. L'Associazione Babel Onlus ha accettato di collaborare al progetto finanziando l'acquisto del materiale. La manodopera, a parte il capo cantiere, un operaio specializzato, è stata fornita gratuitamente dagli abitanti del villaggio. I finanziamenti provengono per due terzi da viaggi di turismo responsabile YALLAZ.
La distribuzione dell'acqua potabile nelle case era l'obiettivo dell’ultimo progetto realizzato; il costo complessivo è stato finanziato da Mabel du désert. Un'altro progetto in corso di realizzazione è la costruzione di un ponte sul torrente che attraversa il villaggio (Oued Imouzzer): infatti LA MAISON DE LA CULTURE e alcune case private sono state costruite sul lato ovest del torrente, e ogni inverno rischiano l’isolamento quando il torrente stesso si ingrossa per le piogge. Una volta che il lavoro sarà terminato LA MAISON DE LA CULTURE sarà più facilmente accessibile in qualsiasi stagione. Inoltre le ceste di prodotti agricoli (anche i campi coltivati sono per la maggior parte sul lato ovest) potranno essere più agevolmente trasportate a dorso di mulo fino al villaggio.
Un progetto in fase di studio è la sistemazione di una cella frigorifera che permetta ai frutticoltori di conservare le proprie mele fino alla bassa stagione, quando il prezzo raddoppia rispetto alla stagione della raccolta. Inoltre, ad oggi i frutticoltori sono in generale singoli contadini organizzati con furgoni che, durante la stagione della raccolta, raggiungono principalmente il mercato di Marrakech per vendere i loro prodotti, con viaggi giornalieri (che rendono precarie le condizioni di lavoro dei trasportatori) quando i furgoni non vengono utilizzati, sono occasionalmente caricati di verdura e frutta di stagione (soprattutto piselli e noci) e condotti ai mercati; inoltre in inverno, poco utilizzati, soffrono del clima rigido e della neve: con la possibilità di conservare in cella frigorifera il prodotto da vendere, sarebbe anche più semplice pianificare le consegne in modo da far viaggiare i furgoni più regolarmente e non solo in momenti di picco. Ogni agricoltore pagherà l'affitto di una certa cubatura di cella frigorifera all'Associazione, che si occuperà delle spese di gestione (elettricità, manutenzione) della cella stessa.
responsabilità sociale
A La Maison de la Culture, accanto all'ospitalità dei viaggiatori, è partita un'attività imprenditoriale femminile per la produzione di tappeti: ragazze e donne del villaggio possono trovarsi qui a tessere e cantare, oppure lavorare a casa ed avere l'acquirente del proprio tappeto garantito (è infatti l'Associazione che li acquista per poi rivenderli, ma l'importo guadagnato dalla vendita è interamente coperto dalla cifra pagata alla tessitrice). Ultimamente l’Associazione sta valutando di costruire una
seconda casetta, adiacente alla Maison de la Culture, adibita esclusivamente alla tessitura e all’esposizione dei tappeti.

sostegno allo sviluppo di comunità locali

orto biologico

cucina con prodotti a km 0

progetti di conservazione ambientale

raggiungibile con i mezzi pubblici

lampadine a risparmio energetico

vendita prodotti locali

menu vegetariano/vegano

parco/giardino

ristorante/bar

prima colazione

animali ammessi

gay friendly

no smoking

percorsi trekking
L'impatto del turismo purtroppo e' inevitabile ma esistono iniziative che promuovono le culture e le tradizioni locali, che sostengono l'economia delle comunità ospitanti e che proteggono e valorizzano le risorse ambientali.
Vacanzefaidate ha selezionato questa proposta turistica tra le migliaia in commercio, per offrirvi davvero il meglio.
Nella sezione
in che modo facciamo la differenza potrete conoscere meglio questo operatore e le sue caratteristiche di responsabilita'. Perche' possiate valutare al meglio con chi viaggiare e scegliere davvero la vacanza piu' giusta per voi e per gli altri.
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Le recensioni dei viaggiatori
5095 visite, 1 reviews


Recensione lasciata da daniela
quale è stata la parte più memorabile di questa vacanza?
Il contatto con le persone, con abitudini così diverse, ma così ospitali!!!! Ci hanno davvero fatto passare quattro giorni indimenticabili !!!!
ti sembra che questa vacanza abbia portato benefici alla popolazione locale e/o abbia minimizzato l'impatto con l'ambiente?
Sì, abbiamo alloggiato nel loro rifugio (comodissimi i materassi per terra) e pranzato con i cibi della comunità del villaggio (sia verdura che carne e uova).
Abbiamo comprato un tappeto di vero artigianato locale, tessuto al telaio (che abbiamo visitato), dalla stessa signora che ci preparava i pasti.
Inoltre abbiamo partecipato economicamente con una offerta al loro prossimo progetto di educazione alla raccolta e smaltimento dei rifiuti che oggi vengono gettati a terra, con la costruzione di appositi punti di raccolta.
che suggerimenti daresti agli altri viaggiatori che vogliono prenotare questa vacanza?
Portare oggetti che da noi sono di uso comune (penne, quaderni, libri in francese, album da colorare per i bambini, ma anche scarpe, foulard, sandali o maglioni. Anche attrezzatura da trekking sarebbe utile).
che suggerimenti daresti agli organizzatori?
Va bene così ! Il calore e l'accoglienza ci rimarranno per sempre nel cuore !!!
che valutazione daresti a questa vacanza?
Ottima. Ho passato lì la sera del mio 50 compleanno e me la ricorderò grazie alle due favolose torte preparate da Fatima, la sua bambina e alcune altre ragazze del villaggio !!!!
Memorabile
la struttura
Nel 2005 l'Associazione Wifaq ha costruito, utilizzando la pietra nel pieno rispetto dell’architettura locale, una gite d'étape o rifugio di montagna. Il rifugio è aperto all'ospitalità dei viaggiatori, e le donne del villaggio sono coinvolte, a turno, per preparare i pasti e le colazioni. La Maison de la Culture è stata costruita su un terreno di proprietà del villaggio, ed il denaro che deriva dall'accoglienza ai viaggiatori viene utilizzato in parte per la gestione della casa stessa ed in parte reinvestito in progetti di sviluppo; appartiene comunque all'Associazione Wifaq, che decide sempre collegialmente a proposito delle questioni che interessano la collettività.
I contatti per La Maison de la Culture sono tenuti da Mohamed Kachtoun, presidente dell'Associazione Wifaq.
le stanze
Quattro stanze con 4-6 materassi ciascuna, sala da pranzo, cucina, toilette e docce calde; sono disponibili lenzuola e coperte, ma in periodi di alta stagione è preferibile portare il proprio sacco a pelo
da fare e da vedere
Il villaggio di Imouzzer Tichka si trova nell'Alto Atlas, a 1800 mt di altitudine, a metà strada tra Marrakech e Ouarzazate; vi abitano circa 500 persone. C’è una scuola elementare ed una materna (per bimbi dai 3 anni), e tutti i bambini del villaggio vanno a scuola. Il paesaggio circostante è quello dell'alta montagna, con picchi scoscesi, verdi plateau per i pascoli estivi, pietraie e cascate. Il villaggio è immerso in una valle ricca d'acqua, e costruito attorno ad alberi secolari (noci di più di 400 anni) e meli, peschi, fichi.
L'economia locale è basata principalmente sull'allevamento di bestiame (bovini e ovini), sull'agricoltura (soprattutto mele e noci, ma anche pesche, orzo, mais, piselli, patate e carote) e sul commercio: molti abitanti del villaggio arrotondano i guadagni con piccoli negozietti e ristorantini sull'orlo dello spettacolare passo del Tichka, dove molti turisti sono invogliati a scendere dall'auto per catturare con lo sguardo la maestosità del paesaggio: in queste baracche vendono di tutto, ma, come sulle altre strade di montagna del il villaggio di Imouzzer Marocco, specialmente pietre, minerali e fossili.
La regione presenta numerose possibilità di escursioni a piedi, eventualmente con i muli per il trasporto dei bagagli, anche in alta quota. Alcune delle escursioni in partenza da Imouzzer sono elencate di seguito:
- mezza giornata: visita del villaggio di Imouzzer, della scuola, del barrage
- 1 giorno: villaggio di Afra e rientro ad Imouzzer attraversando il plateau sovrastante la Casa della Cultura
- 1 giorno: ascensione al Jebel Tircht (3340 mt)
- 2 giorni: destinazione la kashba di Telouet, già sede dei Glaoui (governatori) del Sud del Marocco; l'escursione fa tappa il primo giorno nel villaggio di Issouel, dove si pernotta in una struttura di turismo comunitario
- 3/4 giorni: destinazione la valle dell'Ourika; si pernotta in famiglia ed alla belle etoile
- 6 giorni: destinazione Lac Ifni e cima del Jebel Toubkal, per raggiungere il villaggio di Imlil, in pieno parco nazionale; il Toubkal, con i suoi 4167 mt di altezza, è il monte più alto del nord Africa; non presenta particolari difficoltà alpinistiche e non richiede attrezzatura particolare, anche se è necessaria una buona forma fisica; i pernottamenti sono previsti in famiglie locali, alla belle etoile ed al rifugio del CAF (Club Alpino Francese), a 3500 mt.
Per ciascuna escursione l'Associazione Wifaq mette a disposizione accompagnatori esperti quali Mohamed stesso.
prezzi dettagliati
mezza pensione 200 dh
pasto 50 dh
accompagnamento (visita guidata nella regione) 350 dh/giorno
Gli utili provenienti dalla gestione de LA MAISON DE LA CULTURE sono reinvestiti nei progetti dell’Associazione WIFAQ per lo Sviluppo del villaggio di Imouzzer.
come raggiungerci
Come raggiungere Imouzzer Tichka
In auto:
da Marrakech sulla strada per Ouarzazate, prima del Tizin'Tichka, 500 mt dopo Taddert2 c'è il pannello della
gite rurale: da qui a destra per una strada sterrata di circa 2 km; tempo previsto da Marrakech: 2 h
In autobus:
da Marrakech prendere un autobus diretto a Ouarzazate e scendere a Taddert2; chiamare Mohamed per accordarsi sul trasporto fino al villaggio (si può anche andare a piedi in circa 20 min).