VIAGGIO DI NOZZE IN SUD AMERICA
(Peru' e Bolivia)

di Alberto e Cristina



Luglio 2007
Le opzioni per la nostra luna di miele erano inizialmente due: intraprendere il classico viaggio di nozze “all inclusive” in qualche località da sogno tipo Polinesia o Maldive oppure continuare a viaggiare in autonomia sbattendoci come in tutti i nostri precedenti viaggi. Ovviamente il dubbio è durato ben poco e seguendo la nostra indole abbiamo scelto la seconda opzione. Sapevamo prima di partire che Peru e Bolivia, come del resto tutto il Sud America, non sarebbero stati posti tranquillissimi da visitare, ma mai avremmo pensato ad un viaggio così tormentato...

Ma andiamo con ordine:

LUNEDI 2 LUGLIO
Partiamo Lunedì 2 Luglio alle 7.20 dall’aeroporto di Milano Linate e dopo ben 18 ore e 40 minuti di volo con 2 scali a Francoforte e Caracas arriviamo finalmente alle 20.00 ora locale (x noi sono le 3 del mattino) a Lima.

Pernottiamo all’Hotel Espana in calle Azanguero 105 a 50 metri dalla Plaza des Armas (11€ a notte la matrimoniale con bagno in camera), un albergo un po retrò ma con un suo fascino tutto particolare situato in un’ottima posizione per girare il centro della città e con un rapporto qualità/prezzo imbattibile.



MARTEDI 3 LUGLIO
Sveglia alle 04.00 e partenza alle 06.00 dall’aeroporto di Lima con un volo Taca Peru destinazione Cuzco. Arriviamo nell’antica capitale inca alle 7.15 e ci godiamo fin da subito il clima andino (freddo pungente, cielo azzurrissimo e montagne verdissime).

Raggiungiamo il bellissimo quartiere di San Blas dove alloggiamo presso l’Hostal Packa Real in calle Tandapata. Questo Hostal poco conosciuto è collocato in un contesto carinissimo (San Blas), internamente è molto ben curato e soprattutto offre un ottimo rapporto qualità/prezzo (14€ per una matrimoniale con bagno acqua calda in camera e colazione compresa nel prezzo). Il proprietario ci accoglie con il classico “mate de coca”, un infuso a base di foglie di coca somministrato per lenire gli effetti del “soroche” (il mal d’altitudine, siamo a 3400mt...), noi lo accettiamo ben volentieri, ma per tutta la vacanza, dai 3400mt di Cuzco ai 4000 del Titicaca fino ai 5000mt del Colca Canyon, ne io ne Cristina abbiamo mai sofferto di alcun disturbo, quindi è tutto molto soggettivo, incrociate le dita e sperate..

Bevuto il mate ci riposiamo due ore in camera distrutti dal viaggio del giorno prima e con il fuso orario non ancora del tutto assorbito (7 ore di differenza).

Alle 10 usciamo dall’albergo e attraverso i vicoletti di San Blas raggiungiamo dopo 5 minuti il fulcro della città: la stupenda Plaza des Armas. Cuzco a livello di atmosfera ha qualcosa di veramente particolare...sara' che le montagne attorno sono verdi come quelle Heidi (pero' al posto delle caprette che fanno ciao ci sono i lama che sputano), sara' che in giro ci sono un sacco di indiani vestiti come indiani, sara' il colore della luce o le mura costruite dagli Inca mescolate con l'architettura coloniale...sara' quel che sara' ma il posto e', come dicono i giovani peruviani, “chevere”...figo!!!! Lasciata la piazza ci dirigiamo alla stazione ferroviaria per prenotare i biglietti per l’indomani destinazione Aguas Calientes. Un salasso economico!!!scegliamo il tragitto Ollantaytambo-Aguas Calientes a/r con treno Vistadome e paghiamo 57€ a testa...purtroppo però non esiste alternativa, in quanto Aguas Calientes (quindi Machu Picchu) sono raggiungibili solo in treno o con l’Inka Trail e avendo scartato il secondo non ci rimaneva che questa opzione. Lasciamo la stazione e ci catapultiamo nel tipico mercato ortofrutticolo e poco turistico che si trova di fronte per comprare le famose foglie di coca. Per un sacchetto di coca e la pietra di cenere salata necessaria ad attivare l’effetto delle foglie spendiamo 3 soles (0.75 cent di €). Provo subito il neo acquisto ed infilo ad una ad una le foglie in bocca, sfrego la pietra sulle foglie e succhio...dopo 5 minuti la bocca è completamente anestetizzata, la sensazione è strana ma tutto sommato piacevole, purtroppo però non so dirvi se le foglie abbiano un effetto positivo contro il soroche, in quanto non ne ho mai sofferto, ma di sicuro se da più di 1000 anni i locali la utilizzano anche a questo scopo un motivo ci sarà no? Chiusa la parentesi coca, con un taxy raggiungiamo la stazione dei colectivos per Pisac in Calle Tulumayu.

Con 2 soles a testa (i taxy ne chiedono 50, le agenzie altrettanti ma in dollari…), saliamo su di un pulmino fatiscente in compagnia di soli peruviani e dopo 45 minuti di curve e paesaggi stupendi arriviamo a Pisac. Facciamo da subito un giro al caratteristico mercato, quindi dopo un veloce e rigenerante pranzo da Dona Carmen in Pl. Des Armas (45 sol in 2) prendiamo un taxy e raggiungiamo le antiche rovine incaiche.



Il prezzo del taxy per raggiungere le rovine è praticamente fisso (40 sol), ma riusciamo comunque a spuntare un buono sconto (25 sol a/r con attesa di 2 ore) in quanto data l’ora tarda non avevamo altri concorrenti.

Raggiungiamo le rovine dopo circa 20 minuti, con una sosta alla biglietteria dove acquistiamo il Boleto Turistico per 70 sol a testa (cc 17€) il quale da diritto all’ingresso alle principali attrazioni della zona di Cuzco (Machu Picchu esclusa...). Il taxy ci lascia alla parte alta delle rovine per aspettarci 2 ore dopo a quella bassa. La prima cosa che colpisce è il panorama mozzafiato della valle, con i bellissimi terrazzamenti incaici, la visita prosegue con il quartiere di Hanan Pisac cinto da muraglie, quindi dopo una ripida scalinata e il passaggio nel “Tunnel del Puma” (att.ne alla testa!!) si arriva ad un bellissimo belvedere da dove si può ammirare il Tempio del Sole in tutta la sua bellezza.

Scendendo si arriva all’Intihuatana il fulcro di tutto il sito. Queste rovine sono stupende e valgono da sole il prezzo del biglietto. Dopo quest’entusiasmante visione ci avviamo verso il parcheggio dove ci aspetta il taxy che in circa 15 minuti ci riconduce a Pisac.

Facciamo un altro giro per il mercatino con annessi acquisti, quindi dopo un buon mate de coca sorseggiato dalla terrazza di un bar di Pl. Des Armas ammirando il via vai di gente, ripartiamo in colectivos per Cuzco. Durante il tragitto ci spariamo a tutto volume anche la radiocronaca di Perù-Bolivia di Coppa America di calcio con annesse scene di esultanza o di disperazione al gol dell’una o dell’altra squadra.

Arriviamo a Cuzco intorno alle 19, raggiungiamo San Blas e senza cenare torniamo in camera per riposarci.

MERCOLEDI 4 LUGLIO
Ci svegliamo presto grazie anche al fuso orario non ancora completamente assimilato e ci dirigiamo subito alla stazione dei colectivos per Urubamba. Questa volta optiamo per l’auto collettiva, paghiamo 6 sol a testa ed in un’ora siamo a Urubamba, cambio di auto e dopo altri 20 minuti e 2 sol arriviamo ad Ollantaytambo nostra meta giornaliera. Prima di visitare le rovine facciamo un’ottima seconda colazione (la prima l’avevamo fatta in hotel a Cuzco) sulla piazza centrale del paese in completa solitudine senza altri turisti. Intorno alle 9.30 iniziamo quindi la visita dell’antica fortezza incas (ingresso col Boleto). Siamo fra i primi ad entrare e ci godiamo appieno il sito (i turisti all inclusive arrivano solo verso le 10.30/11.00). L’impressione è enorme mentre ci si arrampica per la ripidissima scalinata che porta alla fortezza attraverso splendidi terrazzamenti incaici. La fortezza domina la valle del fiume Urubamba ed è molto suggestiva, vale senza dubbio una visita accurata e non superficiale. Intorno alle 11.30 quando il sito è ormai invaso dalle comitive ce ne andiamo e raggiungiamo il paese per pranzare.

Mangiamo da Inka Llacta in Pl. Des Armas spendendo il giusto (40 sol in 2 cc 10€) con buona soddisfazione per il cibo, quindi raggiungiamo la stazione a piedi (circa 1km) dove alle 14.45 prendiamo il trenino per Aguas Calientes.

Il viaggio è comodo (viene servita anche una piccola merenda) e suggestivo (per tutto il tempo si viaggia con il fiume Urubamba a sinistra e le Ande innevate sulla destra) e dopo circa 1.25h arriviamo ad Aguas Calientes. Questo paesino dominato da alte montagne rocciose ricoperte di foreste e attraversato dall’Urubamba è un grosso e piacevole borgo raccolto intorno alla vecchia stazione ferroviaria. Certo non è Cuzco nè Arequipa, però conserva un suo fascino dato dall’atmosfera particolare di angolo ai confini del mondo, di ultima frontiera pieno com’è di giovani con il proprio zaino in spalla che affollano i bar e i ristoranti del paese.

Per questa tappa del nostro viaggio ci concediamo un po di lusso e andiamo a dormire al Rupawasi Lodge, una location stupenda, lievemente decentrata rispetto al centro del paese, essendo su di una collina immersa nel verde, con una vista diretta su alcune mura di Machu Picchu. La camera è una piccola suite tutta in legno con un terrazzino privato fornito di binocoli che guarda direttamente verso Machu Picchu. Senza dubbio un’ottima scelta!!!

La sera decidiamo di scendere in paese e ceniamo da “Comanda” in Mayta Capac, siamo stranamente gli unici turisti in mezzo a decine di peruviani, il cibo è discreto, il servizio un po lento (ma nello standard peru-boliviano) e la spesa nella norma (35 sol. cc. 8,5€ in due). Il dopocena facciamo ancora un breve giro per il villaggio quindi rientriamo al Lodge dove stiamo mezz’oretta in terrazza a goderci questo fantastico panorama quindi verso le 21.30 andiamo a dormire…domani ci aspetta la tappa più importante di tutto il nostro viaggio e vogliamo essere fra i primi a salire alle rovine.



GIOVEDI 5 LUGLIO
Sveglia alle 4.45 colazione volante e alle 5.20 siamo al punto di partenza dei bus per la Cittadella (12 $ a/r). Dopo circa 30 minuti di curve a strapiombo sulla Valle sottostante alle 6 siamo all’ingresso del sito. Siamo in coda per entrare con circa 30 persone davanti, facciamo il biglietto (altro salasso…40$ a persona) quindi dopo altri 10 minuti riusciamo ad entrare.

Saliamo le scale che portano al Mirador ad una velocità folle (recuperiamo almeno altre 10 persone) e dopo 5 minuti ci si apre davanti uno spettacolo da brividi che ci spezza il fiato (anche se quello era già spezzato dalla corsa che avevamo appena fatto per arrivare fra i primi…), finalmente ecco Machu Picchu!!!!avete presente le cartoline? uguale solo che questa volta vediamo tutto dal vivo con i nostri occhi…stiamo per più di un’ora a scattare foto, fare riprese o semplicemente ad osservare questo indescrivibile spettacolo su di una terrazza di fronte alla cittadella.

Dopo circa un’ora lasciamo il nostro punto di osservazione e scendiamo per la visita della parte sacra del sito. Purtroppo inizia ad esserci un po troppa gente (sono ormai le 7.30), quindi decidiamo di salire sullo Huayna Picchu per non rischiare (possono salire solo 400 persone al giorno…).

Prima di iniziare la salita si deve firmare un registro, l’ascesa è reputata infatti molto pericolosa (sono già morte delle persone…), quindi per tenere sotto controllo la situazione hanno deciso di limitare il numero di visitatori e soprattutto di controllarli. Noi siamo il n°73 e 74, la strada inizialmente è un saliscendi tutto sommato piacevole, ma dopo 5 minuti inizia la vera salita con passaggi difficili, tornanti e dirupi molto scoscesi (in alcuni punti sono presenti cavi d’acciaio per aiutarsi…) e soprattutto alcune strettoie a strapiombo su burroni altissimi…durante l’ascesa superiamo un sacco di persone in difficoltà (vuoi per l’altitudine, vuoi per l’abbigliamento inadatto…) quindi dopo circa 40 minuti arriviamo finalmente in vetta. Che dire? la vista dallo Huayna abbraccia l’intera cittadella con i terrazzamenti da un altitudine maggiore (circa 400 mt più in alto), rendendo lo spettacolo ancora più bello, ma se non siete abituati a camminare o avete problemi con il soroche o anche solo di vertigini lasciate perdere!! La salita è breve (a noi avevano detto un’ora, in realtà senza correre ci abbiamo messo 40 minuti…) ma intensa, quindi scarpe da trekking o da ginnastica, acqua ,un minimo di preparazione atletica (proprio un minimo…) e lo Huayna sarà vostro…

Scendiamo in 20 minuti quasi di corsa (arriviamo all’inizio del sentiero alle 11 in concomitanza con la salita del n°400 cioè dell’ultimo che può salire, quindi regolatevi di conseguenza…). Iniziamo la visita della vera e propria città in mezzo ad una fiumana di gente che rende l’atmosfera veramente triste…tralascio le descrizioni archittettonico-storiche in quanto non sarei in grado di aggiungere niente di nuovo a quello che saprete già, l’unico consiglio che mi sento di darvi è quello di arrivare al sito il più presto possibile (quindi evitate di partire con il treno delle 6 del mattino da Cuzco perchè arrivereste troppo tardi!) vi garantisco che Machu Picchu vista alle 6 è tutt’un'altra cosa rispetto a quella vista alle 11. A parte l’aspetto storico e monumentale ciò che colpisce di questo sito è l’atmosfera e la collocazione ambientale, alle 11 ma forse anche già alle 9 l’atmosfera mistica è già bella che sparita, quindi fate per una volta nella vita un sacrificio svegliatevi presto e godetevi questa meraviglia in santa pace, ne vale veramente la pena.



Il mio consiglio personale quindi è quello di passare la notte ad Aguas Calientes(ci sono anche ostelli a 5$ per notte) e di prendere il primo bus per salire al sito. Ovviamente il non plus ultra sarebbe l’Inka Trail ma le cifre richieste sono veramente assurde e vi garantisco che vedere i portatori con 40 kg sulle spalle con dietro i “rambo occidentali” con l’invicta da 1 kg non è il massimo della vita...sono dell’avviso che le cose o si fanno bene: voglio fare 15 km a piedi per raggiungere Machu Picchu alle 5 del mattino ed essere il primo ad entrare? Ok: zaino, sacco a pelo, tenda, razione K, un buon paio di scarpe e via altrimenti se si vuole essere portati in spalla, mangiando a cena spaghetti all’amatriciana, filetto al pepe verde e babà al rum, no, così non mi piace!!! Sono a conoscenza del fatto che è obbligatorio farsi organizzare l’escursione dalle Agenzie, ma ciò non comporta necessariamente avere 3 portatori che alla sera ti montano la tenda e ti fanno da mangiare. E’ questo che non va bene ed è questo che non mi piace, a queste condizioni dico no all’Inka Trail, troppo “comodo”...

Scusate la filippica ma mi ha molto colpito vedere questi portatori con zaini grandi il doppio di loro e con bombole di gas da 20 kg vagare per le strade di Aguas Calientes mentre i turisti che avevano finito l’Inka Trail si gustavano una bella pizza e fiumi di birra sopra le loro teste! Fra parentesi mi risulta che la cifra percepita da questi ragazzi sia veramente irrisoria rispetto alla cifra pagata per l’escursione, quindi per chi non può farne a meno consiglio almeno di chiedere alle Agenzie un buon trattamento per i portatori, lo so è difficile però costa poco no??

Lasciamo Machu Picchu verso le 12.30, scendiamo ad Aguas Calientes dove pranziamo al Ristorante El Retama lungo la ferrovia direttamente in prima fila per vedere il passaggio dei treni, molto turistico ma d’atmosfera, spendiamo 46 sol in 2 e mangiamo discretamente. Lasciato il ristorante ci fermiamo in Avenida Pachacutec all’Inka Wasi per gustarci l’ennesimo mate de coca, un altro breve giro per le bancarelle del locale mercatino quindi alle 16.45 saliamo sul treno per Olla. Arriviamo verso le 18.15 e da qui andiamo in colectivo sino ad Urubamba(2 sol) e da quì in taxy (era buio e non c’erano colectivos in partenza) sino a Cuzco (24 sol in 2) dove arriviamo alle 20.

VENERDI 6 LUGLIO
La giornata odierna è dedicata completamente a Cuzco. Scendiamo in Pl. Des Armas dove facciamo un’indimenticabile colazione dal balcone del Bagdad Cafè che domina tutta la piazza (ottimo cibo, vista eccezionale e spesa nella norma 8 sol), quindi ci dirigiamo al Monastero di Santo Domingo. Quest’edificio fu costruito sul luogo più famoso dell’Impero Inca, il Tempio del Sole o Qoricancha. Quì si assiste ad una curiosa mistura di rovine inca da una parte e un chiosco e un insieme di cappelle di epoca ispanica dall’altra con un risultato straordinario.

La nostra visita dura circa un’ora, quindi usciamo dal Monastero/Tempio e in una strada attigua ci imbattiamo in un corteo di manifestanti anti-governativi, sarà purtroppo solo il primo di una lunga serie...ci dirigiamo quindi al Convento di Santa Catilina un antico edificio trasformato nel 1601 in Monstero cristiano, carino soprattutto in alcuni particolari come un torno (una specie di cancelletto girevole) che permetteva alle monache di dare dei pacchetti al parroco senza essere viste. Ultimata anche questa visita ci dirigiamo a pranzare da El Fogon in Calle Plateros 365 (a 20 mt da Pl. Des Armas) dove ci lanciamo in un menù del giorno a base di Pisco sour, zuppa di asparagi, pollo e dessert a 15 sol (nemmeno 4€).

Finito il pranzo contrattiamo con un tassista la visita dei dintorni di Cuzco. Con 20 sol (5€) spuntiamo il giro completo, vediamo nell’ordine Tambomachay con il suo bellissimo “bagno dell’Inca”, la fortezza rossa di Puca Pucarà, il santuario rupestre di Kenko e la fortezza di Sacsayuaman. Ovviamente a colpirci di più è proprio quest’ultima, con le sue mura ciclopiche che si elevano a zig zag al centro di un grande spiazzo e la bellissima vista che offre sull’intera città di Cuzco.



L’intero giro ci porta via circa 3 ore e ci soddisfa moltissimo. Torniamo in centro verso le 17 giusto in tempo per andare a visitare il Museo Historico Regional casa natale del famosissimo scrittore Garcilaso de la Vega. Visita veloce per un museo che offre poco (alcuni quadri, una mummia con una capigliatura di un metro e gli appartamenti di Garcilaso) ma che merita ugualmente una citazione.

Il nostro tour della città si conclude con la visita di Pl. Des Armas con i suoi monumenti, in particolare la Cattedrale, l’Iglesia del Trionfo e la Iglesia della Compania.

Cuzco è veramente una bellissima città, ma più che i singoli monumenti a colpirci è stata l’atmosfera, soprattutto a San Blas ma anche nella stessa Pl. Des Armas. Certo è molto turistica, ma se si cerca bene si trovano posti dove si può vivere come i locali soprattutto se si è da soli e non con un tour organizzato che rende il tutto molto asettico… Per l’ultima cena in città torniamo al Bagdad Cafè in Pl. Des Armas, memori dell’ottima colazione del mattino, ma questa volta il locale ci delude. La vista è sempre stupenda, ma il servizio è lento il cibo dozzinale e il conto un po troppo salato (58 sol in 2 cc.14€).

Lasciamo Pl. Des Armas e torniamo in albergo attraverso i bellissimi vicoletti di San Blas, i prossimi giorni si prevedono duri e lo saranno…

SABATO 7 LUGLIO
Con un taxy raggiungiamo il Terminal Terrestre dove ci imbarchiamo su di un pullman con destinazione Puno (7€ a pp.). Partiamo alle 8.50 e dopo quasi 7 ore, attraverso l’Altipiano andino (con una sosta a La Raya a 4300mt) in un paesaggio stupendo fra montagne innevate e valli spoglie, arriviamo a Puno. Alloggiamo all’hotel Gran Puno Inn in pieno centro (20€ la matrimoniale con acqua calda, riscaldamento e colazione compresi nel prezzo), hotel “senza infamia e senza lode”, piuttosto anonimo, come anonima risulta poi essere la città.

Situata in riva al Lago Titicaca Puno è una grande città con una via pedonale (Jiron Lima) dove sono raggruppati la maggior parte dei negozi, internet cafè e ristoranti. Noi dopo aver attraversato Jr.Lima dove acquistiamo per l’indomani l’escursione alle isole degli Uros (7€ a testa) da Alina Tours (Jr.Lima 320 al 1°piano), andiamo a visitare l’unica cosa bella che offre la città e cioè la Cattedrale, davvero una bella chiesa con una bella facciata in pietra rossa scolpita con figure stilizzate. Lasciata la cattedrale scendiamo sino alla ferrovia dove, unici occidentali, visitiamo il mercato locale dove si può trovare veramente di tutto.

Non è Pisac, ma forse è più “vero” in quanto tutta la gente che lo frequenta è lì per acquistare qualcosa di utile per la vita di tutti i giorni e non solo souvenirs. Noi compriamo alcuni indumenti per coprirci dal freddo (guanti, cappelli e sciarpe) facendo attenzione a non farci fregare. Ovviamente riconoscendoci come turisti, per i venditori tutto ciò che adocchiamo diventa alpaca al 100%...lasciamo il mercato e andiamo a cenare sempre in Jr.Lima da “La Hosteria”.

Il locale è molto carino, il cibo (prendiamo una trota al limone e un Aji de gallina) ottimo e la spesa non è eccessiva (50 sol in 2 cc.12€), consigliato…torniamo quindi in hotel e andiamo a dormire.
DOMENICA 8 LUGLIO
Dopo una colazione piuttosto spartana in hotel, ci dirigiamo col pulmino dell’Agenzia al porto dove alle 9 partiamo in barca con altri turisti per le Isole degli Uros.

Dopo circa 30 minuti di navigazione su di un Titicaca calmissimo arriviamo alla nostra meta.


Ci accoglie una famiglia di locali in abiti da festa. La prima sensazione scendendo dalla barca è molto particolare, sembra di camminare su di un materasso ad acqua…la guida ci spiega un po tutto il funzionamento di queste isole (la loro economia, gli utilizzi della tortora, ecc), quindi con una maggiorazione di 10 sol a persona facciamo un giro su di una barca di totora. Cosa dire? Le isole sono molto particolari (uniche direi…) e sono senza dubbio da vedere, ma è tutto molto (forse troppo…) turistico, sembra di essere in uno zoo, ma in questo caso non esistono alternative, quindi ci si tura il naso e si accetta il “pacchettino confezionato”.



La visita dura circa 3 ore, noi torniamo a Puno alle 12.30, pranziamo a “La Casona” in Jr.Lima (46 sol in 2 cc.11.5€), quindi alle 14.50 partiamo con un mini-bus alla volta di Copacabana in Bolivia (3.5€ a testa). Il viaggio è tranquillo sino al confine. Arriviamo al posto di frontiera intorno alle 17 (le 18 in Bolivia), scendiamo dal mini bus per farci timbrare il passaporto in uscita dal Perù, quindi ci carichiamo gli zaini in spalla (il bus non passa la frontiera…) e mentre facciamo la breve salita che ci porta alla dogana boliviana inizia a nevicare.

Il freddo era già pungente, ma la neve (ghiacciata…) ci da la botta finale, riusciamo a farci timbrare il passaporto in entrata dalla dogana boliviana e dopo aver caricato gli zaini sul tetto di un furgoncino (tutto questo al buio e in mezzo ad una tormenta di neve) finalmente ci rilassiamo, se non che dopo 10 secondi un fulmine si scarica a 5 metri da noi facendoci sobbalzare dalla paura, che rischio!!! scampato questo pericolo e infreddoliti e bagnati iniziamo la discesa verso Copacabana.

La strada è completamente al buio e l’asfalto è ricoperto da almeno 20 cm di neve, ma tutto ciò non tange quel folle dell’autista che scende a 100km all’ora fra le nostre imprecazioni…scampata anche questa, arriviamo finalmente a Copacabana. Il pulmino si ferma in prossimità dell’Hostal Colonial, io mi fiondo sul tetto a prendere i 2 zaini (tuttociò sempre nel buio più totale e sotto la nevicata…), quindi entriamo nell’hostal dove prendiamo una matrimoniale con bagno in camera e colazione per 7€. Saliamo in camera e cerchiamo di scaldarci come possiamo, ma essendo ora di cena decidiamo di uscire per mangiare qualcosa. Ancora bagnati e infreddoliti usciamo dall’hostal fra lampi, tuoni e neve, ma girato l’angolo della strada ce ne capita un’altra: il “blackout”: si spengono ad una ad una le luci della città e ci ritroviamo nel buio assoluto, con la neve ghiacciata che ricopre le strade. Con l’accendino che ci fa un po di luce riusciamo a tornare in hotel nella vaga speranza che ritorni la luce (per la cronaca tornerà solo 24 ore dopo…). Aspettiamo vestiti al buio in camera per circa 30 minuti, quindi vinti dalla stanchezza e dal freddo ci mettiamo sotto le coperte e iniziamo dormire sperando che domani la situazione migliori…

LUNEDI 9 LUGLIO
Ci svegliamo con tutto il paesaggio circostante imbiancato dalla nevicata della sera precedente, senza energia elettrica ma con la situazione meteo in fase di miglioramento. Dopo la colazione in hotel ci dirigiamo al Santuario della Virgen de la Candelaria dove alle 10 assistiamo al “battesimo delle auto”, uno spettacolo surreale: le auto, ma anche alcuni carri, sono tutti ornati con ghirlande di fiori e lucidati a festa. Dopo la benedizione, prima del frate (rito cattolico) quindi di una santona (rito pagano) gli autisti e le persone intorno festeggiano l’evento bevendo birra e versando la stessa sulle auto appena benedette!!!



Intanto viste le condizioni del Titicaca (molto mosso) rinunciamo all’idea di passare la notte all’Isla del Sol e cerchiamo un altro albergo in città. Troviamo una matrimoniale all’Alojamento Paris per 5€ a notte, quindi dopo un frugale ma corroborante pranzo al Cruz Andina (50 bol in due cc.5€) all’una e mezza partiamo dal porto per un escursione giornaliera all’Isla del Sol (15 bol a/r cc 1.5€).

Premetto che le agenzie turistiche di Copacabana non ci avevano voluto fare i biglietti perché a loro detta non volevano prendersi responsabilità…e presto ci accorgeremo del perché…fatto sta che in porto ci rassicurano dicendoci che la situazione del Lago era in fase di miglioramento. Noi allocchi ci caschiamo e alle 13.20 siamo al molo.

La barca stracarica di gente non promette niente di buono e il lago appena usciti dal porto si presenta in tutta la sua terrificante maestosità!! Le onde alte anche più di 2 metri ci sballottano a destra e a manca suscitando le risate dei nostri compagni di sventura, ma più che ridere ci sarebbe da piangere…non abbiamo salvagenti (anche se servirebbero a poco vista la temperatura glaciale del lago…), la bagnarola imbarca acqua, le travi di legno dello scafo scricchiolano paurosamente ad ogni imbarcata e l’unico motore (fuoribordo…) si spegne più di una volta lasciandoci in balia del Titicaca in tempesta.

Le risa dei nostri colleghi di sventura diventano ben presto sguardi preoccupati ed in alcuni casi lacrime…la situazione peggiora ogni minuto e anche l’equipaggio inizia ad essere teso…per farla breve arriviamo dopo un’ora e mezza di terrore all’Isola ma se siamo arrivati vivi dobbiamo solo ringraziare la Virgen de la Candelaria…viaggio allucinante!!! Mi raccomando prima di comprare il biglietto sinceratevi delle condizioni del lago (se le Agenzie, che peraltro non applicano commissioni su i biglietti per la Isla del Sol, non vi vogliono fare il ticket rinunciate…) e andate soprattutto a controllare lo stato dell’imbarcazione (la nostra si chiamava Titicaca…molto simile a Titanic…).



Arrivati all’Isla del Sol non ci godiamo per niente la visita. Saliamo l’Escalera dell’Inca ancora agitati e ammiriamo la fonte sacra. La salita per arrivare in cima all’isola è dura ma dall’alto la vista sul lago e sui monti circostanti innevati è veramente bellissima!!! Scesi nuovamente al lago decidiamo di non tornare con la stessa imbarcazione ed insieme a due ragazze americane e ad un argentino paghiamo un pescatore per portarci sino a Yampupata (solo 25 minuti di navigazione) e da lì con un passaggio in macchina trovato casualmente da un abitante del posto, arriviamo in mezz’ora a Copacabana attraversando questa bellissima penisola ricca di boschi di eucalipto e di baie riparate sul lago.

Scampata per l’ennesima volta la morte andiamo a cenare in un locale della via principale quindi torniamo in camera a riposare domani è un altro giorno...

MARTEDI 10 LUGLIO
Dopo colazione e una veloce puntatina al santuario della Virgen de la Candelaria per accendere un cero alla Madonna che ieri ci ha salvato dal naufragio, alle 9.20 partiamo con un mini bus in direzione Puno (10 sol cc 2.5€). Sbrigate le formalità in frontiera fra Bolivia e Perù (circa 1 ora) percorriamo l’altopiano andino senza alcun inconveniente, se non che arrivati a circa 100km da Puno troviamo un blocco stradale di protesta contro il Governo peruviano che ci costringe a scendere dal bus, caricarci gli zaini in spalla e fare più di 3 km a piedi in mezzo a massi, copertoni bruciati e cocchi di vetro (notare che siamo a + di 4000mt di quota…).



Incrociamo anche il corteo che aveva creato tutto questo caos passando in mezzo a loro fra bandiere rosse ed effigi del “Che”. Superata anche questa (dis-)avventura arriviamo a Puno intorno alle 14 giusto in tempo per salire sul pullman che ci porterà ad Arequipa (compagnia Senor de los Milagros 10 sol a testa).

Il viaggio sino alla “ciudad blanca”è lungo e scomodo (siamo solo 3 occidentali in un pullman di soli peru-boliviani…), arriviamo alla nostra meta alle 19.30 dopo 5 ore e mezza di viaggio. Dal Terminal terrestre raggiungiamo in 10 minuti il nostro hotel: La Casa de mi Abuela in Jr.Jerusalem 606. Disfiamo i bagagli, veloce doccia e dopo un’ottima cena al ristorante dell’hotel (22 sol in due cc 5.5€) torniamo in camera per il meritato riposo.

MERCOLEDI 11 LUGLIO
Due parole sulla Casa de mi Abuela: si trova a circa 5 minuti dalla Pl des Armas in Jr Jerusalem 606. E’ una dimora residenziale con camere confortevoli e pulitissime, bellissimi giardini, una piccola piscina, amache per riposarsi e poi un’organizzazione perfetta con internet cafè, biblioteca, shop, agenzia di viaggi, insomma veramente un bel posto!!! Per non parlare delle colazioni luculliane (fra le migliori della mia vita…) e dell’ottimo ristorante (prezzi bassissimi, cibo di qualità e atmosfera da film con pianista incluso). Il prezzo? Certo fuori standard per il Perù, ma non eccessivo, noi abbiamo speso 32$ (cc 23€) per una matrimoniale con tutti i confort e piuttosto grande.

Tornando al racconto, dopo l’appena citata ottima e abbondantissima colazione ci serviamo dell’Agenzia di viaggi interna all’hotel (Giardino Tours) per prenotare l’escursione per l’indomani al Colca Canyon e scopriamo che a causa delle proteste che stanno colpendo tutto il paese la partenza dell’escursione sarà anticipata dalle 8.30 alle 2 del mattino seguente. Infatti i blocchi stradali con annessi lanci di pietre, la notte precedente fra Puno e Cuzco hanno provocato il ribaltamento di un pullman di turisti provocando quasi 20 morti e la linea ferroviaria Cuzco-Aguas Calientes è interrotta per i prossimi 3 gg a causa di alcuni massi lanciati dagli scioperanti. Quindi in questa situazione piuttosto preoccupante ci adattiamo e decidiamo di partire lo stesso anche alle 2 del mattino (per la cronaca saremo gli unici…).

Lasciato l’hotel ci dirigiamo verso il centro e troviamo una città-fantasma, senza macchine, con i negozi chiusi e poca gente in giro (solo turisti), se non in Pl. Des Armas dove è in corso una manifestazione di protesta. Riusciamo miraco losamente ad entrare al Monastero di Santa Catilina, ma fuori la situazione degenera con sirene della polizia, urla dei manifestanti e lancio di lacrimogeni. Comunque per circa due ore giriamo in pace all’interno di questo stupendo convento che sembra più una piccola città con le sue strade, le piazze e i chiostri. A colpirci sono in particolare i colori: si va dall’azzurro del Chiostro degli Aranci al rosso ocra di Calle se villa, con lo sfondo innevato del Pichu Pichu e del vulcano Misti. Una visita obbligatoria per chi si ferma in questa città…l’ingresso è piuttosto caro (30 sol a pp. cc7.5€) ma la bellezza del sito lo giustifica in toto.

Usciti dal Convento torniamo in Pl. Des Armas, dove la situazione si è calmata e pranziamo al Ristorante Colca, dalla terrazza del quale assistiamo agli ultimi scampoli della manifestazione anti-governativa. Il posto è iper-turistico ma mangiamo tutto sommato abbastanza bene e spendiamo il giusto (32 sol in 2 cc.8€). Da qui raggiungiamo il famoso Museo Andino (ingresso 15 sol + offerta libera alla guida che è obbligatoria ). La visita prevede la visione di un filmato di circa 20 minuti sulla storia del ritrovamento del corpo mummificato di Juanita, quindi si entra in alcune sale dove sono esposti dei reperti ritrovati sulle montagne intorno ad Arequipa ed infine il clou: la visita alla teca dove riposa il corpo mummificato della “principessa dei ghiacci”.

La mummia è molto ben conservata ed impressiona soprattutto vedere la pelle ancora intatta del braccio…la visita è interessantissima senza dubbio da non perdere…lasciamo il Museo e torniamo in hotel per riposarci. Alle 19 usciamo per cenare e andiamo da Zig Zag in Calle Zela di fronte alla chiesa di San Francisco.

E’ un gradevolissimo ristorante all’interno di un’antica dimora coloniale a due piani collegati da una scala a chiocciola disegnata da Eiffel. Il menù è a base di carne cotta sulla pietra, io scelgo l’alpaca e vi garantisco che la qualità è ottima. Purtroppo il prezzo va di pari passo con la raffinatezza del locale e la qualità del cibo, riusciamo infatti a battere ogni record in questa vacanza spendendo la bellezza di 76 sol in due (cc.18,50€) e vi garantisco che in Perù sono un’esagerazione. Comunque lasciamo soddisfatti il locale e torniamo in albergo per riposare qualche ora, la nottata sarà breve, la sveglia è fissata all’1 e 40.

GIOVEDI’ 12 LUGLIO
Come poc’anzi scritto ci svegliamo all’1 e 40 e alle 2 partiamo con un nuovissimo pulmino della Giardino Tours in direzione Colca Canyon, se non che dopo 15 minuti di strada all’altezza di Yura ci imbattiamo in un blocco stradale. La carreggiata è bloccata da un lato da decine di massi mischiati a cocci di vetro e dall’altra da una serie di copertoni in fiamme che ci costringono a procedere lentamente fino al vero e proprio blocco dove una quarantina di ragazzi appena ci vedono arrivare iniziano ad urlare e a volteggiare bastoni e pietre verso di noi intimandoci l’alt. Tutto questo alle 2.15 del mattino alla periferia di Arequipa con il poliziotto più vicino ad almeno 5 km!!!!

La situazione è potenzialmente molto pericolosa, quindi per non mettere in difficoltà l’autista e la guida, unici nostri compagni di sventura, decidiamo di accucciarci sotto i sedili per evitare ulteriori guai essendo turisti. Stiamo in attesa 5 minuti fra urla e colpi di bastone sul pulmino con i dimostranti (più che altro delinquenti…) che chiedono sempre più soldi all’autista per poter passare, all’ennesima richiesta, l’autista ingrana la prima e salendo su alcuni massi scappa via, rincorso dalle urla e da alcune pietre lanciate da questi “simpaticoni”…anche questa volta ci va bene, ma che palle!!!

La nostra nottata prosegue sulle strade per il Colca fra un sonnellino e l’altro sino alle 5 quando finalmente arriviamo a Chivay. Siamo distrutti e infreddoliti, saliamo nella nostra camera al Colca Inn e ci mettiamo a dormire, l’appuntamento è fra 3 ore fuori dall’hotel… Ci svegliamo alle 7.30 completamente distrutti, quindi scendiamo a fare colazione ma saltiamo l’escursione mattutina nei dintorni di Chivay e torniamo a dormire ci rivedremo più tardi...finalmente ci riprendiamo e usciamo verso le 11. Vistiamo subito la città o per meglio dire paese, non c’è molto da vedere ma l’atmosfera da paesino di montagna ci piace, quindi dopo un veloce pranzo a buffet, iniziamo ad esplorare i dintorni con una passeggiata bucolica che ci porta ad ammirare alcuni resti di costruzioni incaiche e pre-incaiche fra le quali alcuni terrazzamenti, torri di guardia e tombe.

Tornati in paese, dopo un breve passaggio in albergo a prendere i costumi e l’asciugamano ci rechiamo alle famose terme de “La Calera” situate a 4 km dal paese. L’ingresso è di 10 sol a persona, dentro ci sono 6 piscine alcune all’aperto e altre al chiuso. Scelgo ovviamente quella all’aperto da dove si può godere di un panorama mozzafiato della valle con le montagne innevate sullo sfondo immersi in un acqua caldissima che sgorga a + di 40°, una goduria senza fine, senza dubbio esperienza da non perdere…dopo due ore di ammollo lasciamo le terme e torniamo a Chivay, facciamo una veloce e frugale cena in hotel quindi andiamo a dormire, domattina altra levataccia, ci aspettano i condor…

VENERDI 13 LUGLIO
Sveglia alle 5 e in pulmino raggiungiamo dopo circa 1 ora (intorno alle 7) la Cruz del Condor (ingresso al Colca canyon 35 sol a pp. caro!! troppo...). Nemmeno il tempo di scendere dal pulmino che subito vediamo volteggiare in cielo i condor, sono cinque (3 normali e 2 condor reali), ci passano vicinissimi coprendoci con la loro immensa ombra.

Tre di questi si fermano a non più di 5 metri da noi, appollaiati su di uno sperone roccioso, gli altri continuano a passarci sopra la testa a distanza ravvicinatissima. Vediamo anche un’aquila che al confronto dei condor sembra un uccellino...lo spettacolo è veramente eccezionale. Stiamo più di un’ora a fare foto e a riprendere con la videocamera e un’altra mezz’ora semplicemente ad osservare i condor planare lungo la valle. Il luogo è turistico, ma vale veramente la pena venire ad osservare questo spettacolo della natura, ma attenzione agli orari: i condor stanno alla Cruz dalle 7 alle 8.30 max 9 quindi iniziano la loro caccia quotidiana e spariscono. Prima di andarcene acquistiamo da una signora, più per curiosità che per fame, due panini con la palta (avocado), spendendo 1 sol per entrambi.

Sono una scoperta...veramente buoni non lasciateveli sfuggire...Sulla strada del ritorno, verso Chivay ci fermiamo mezz’oretta a Maca, un piccolo paesino, situato su di una faglia tellurica, completamente distrutto da un violentissimo terremoto nel Luglio 1991 ed ora parzialmente ricostruito. Posto pittoresco e d’atmosfera fateci una sosta se potete.

Prima di entrare in questo paese si può dare un’occhiata ai movimenti della faglia con il terreno smosso conseguenza dell’attività sismica, eccezionale... Ritorniamo a Chivay intorno alle 11.30 e pranziamo a buffet da Qapaq nan (15sol a pp cc 3.5€) quindi verso le 12.30 ripartiamo in direzione Arequipa. La strada da Chivay si inerpica fin da subito, fino a raggiungere i 5000 metri, dove ci fermiamo per fare la classica foto ricordo con lo sfondo delle montagne innevate e dei vulcani circostanti.

L’aria è poca ma entrambi non soffriamo nemmeno in questo caso l’altitudine, anzi ci concediamo una corsetta per ritornare sul pulmino dove gli altri ci aspettano...fate però attenzione in quanto altre persone sono state male, con forti mal di testa, nausea e vertigini!!

Lasciati i 5000 metri iniziamo a scendere verso Arequipa, ma arrivati ad un certo punto ci segnalano che la strada per il capoluogo è bloccata all’altezza di Yura (sempre lì!!!ricordate 2 notti fà???) dai manifestanti anti-governativi che lanciano pietre e hanno addirittura rapito 5 poliziotti!!! a questo punto l’autista decide per una strada alternativa che costeggia il Vulcano Misti, sin quà tutto ok, peccato che la strada sia completamente sterrata e con dei burroni spaventosi...attraversiamo posti bellissimi, dove vediamo anche delle vigogne al pascolo con sullo sfondo il vulcano, per strada però incrociamo anche dei grossi pullman di linea che scendono i tornanti molto lentamente rischiando una curva si e l’altra anche di precipitare nel burrone sottostante, aiutiamo anche delle macchine rimaste impantanate nella sabbia vulcanica che ricopre la strada, insomma un’odissea...entriamo in Arequipa in un clima da guerra civile in mezzo a strade ricoperte di pietre ,cocci di bottiglia e copertoni liquefatti e giungiamo finalmente in albergo intorno alle 16.

Prendiamo possesso di una nuova camera ancora più grande di quella dei giorni precedenti, quindi usciamo e ci dirigiamo in centro per sbrigare le ultime faccende (download della digitale, telefonata in Italia e per chiedere info su come raggiungere l’aeroporto domani). Per cena decidiamo di fermarci in hotel, stremati dall’intensa giornata. Spendiamo 30 sol in 2 (7.5€) e mangiamo, come al solito, benissimo!

SABATO 14 LUGLIO
Ci godiamo l’ultima pantagruelica colazione offerta dalla “Casa de mi Abuela”, quindi ci rechiamo al mercato centrale per fare alcuni acquisti (mais e aji), dopodichè torniamo in hotel per fare il check-out, non prima di esserci sincerati delle condizioni delle strade per arrivare all’aeroporto, con un poliziotto incontrato per strada (ci sono i carri-armati a presidiare l’accesso, quindi dovrebbe essere tutto ok…). Liberiamo la camera quindi passiamo due ore nella piscina dell’hotel mangiando due panini.

Alle 14 lasciamo questa bellissima location e arriviamo senza problemi in aeroporto verso le 14.20. Il nostro volo Star Perù per Lima (37€ a persona) parte regolarmente alle 16.30 per atterrare nella capitale peruviana alle 17.45. Raggiungiamo in taxy (20 sol) l’Hotel Espana, molliamo i bagagli in camera e usciamo subito per visitare il centro.

Vediamo la Chiesa di San Francisco, Pl. Des Armas e passeggiamo lungo la via dello struscio di Lima, Jr de la Union, in mezzo ad una fiumana di gente (del resto è un sabato invernale…). Ci fermiamo a mangiare in prossimità di Jr de la Union in un fast food locale specializzato in polli allo spiedo (ne vediamo decine e decine), passeggiamo ancora un pò per la città, con la “garua” (una pioggerellina leggerissima che tormenta Lima per tutto l’inverno) che non ci da tregua quindi intorno alle 21 facciamo ritorno all’hotel.

Lima tuttosommato (per il poco tempo che l’abbiamo vista) non ci è dispiaciuta affatto. Certo questo cielo plumbeo con la pioggerellina leggera che non smette mai da un po fastidio, ma le dona anche quel tocco di malinconia che ai miei occhi la rende attraente. Comunque giudizio sospeso in quanto vista poco e male.

DOMENICA 15 LUGLIO
Purtroppo il giorno della partenza è inesorabilmente arrivato (anche se ci aspettano ancora 5 giorni in Venezuela…).

Lasciamo l’hotel alle 7.00 e in soli 15 minuti raggiungiamo in taxy (15 sol) l’aeroporto internazionale.

Il nostro volo parte alle 10.15 (att.ne alla tassa d’imbarco per i voli internazionali 30$) per atterrare a Caracas alle 15.40 (1h in meno di fuso), siamo in Venezuela, ma questa è un’altra storia…(a giorni inserirò anche il resoconto su questi ultimi 5 giorni di vacanza nella sezione Venezuela).



ALCUNI DATI ECONOMICI E CONSIGLI VARI:

SPESE DI VIAGGIO A PERSONA

8 voli di cui 2 intercontinentali 1395€
Spese varie di viaggio per 14 giorni (alberghi, spostamenti, pasti, souvenir, ecc) 580€
TOTALE 1975€ in 14 gg.

Abbiamo quindi mediamente speso 40€ al giorno (all inclusive) tenendo però presente che quasi tutti i pasti li abbiamo fatti al ristorante (spesa media a persona 4-5€), che le camere negli hotel avevano sempre bagno in camera, acqua calda e colazione compresa nel prezzo e che abbiamo fatto una marea di acquisti spendendo oltre 70€ a testa solo di magliette, sciarpe, maglioni, ecc. Senza contare la “sanguisuga” Machu Picchu: 113€ totali a testa!!!!
Insomma il tutto per farvi capire che se si vuole risparmiare si può. In base alla mia esperienza posso affermare che il budget giornaliero con notti in ostello (media di 5€ a pp.), pasti un po al volo e un po in ristoranti locali (diciamo 1-2€ a pp.) e viaggi su pullman di linea o colectivos può assestarsi tranquillamente sui 15/20€ al giorno…sicuramente una vacanza per tutte le tasche e non come ci fanno credere le nostre “care agenzie di viaggio” solo per ricconi.

Per farvi capire, con lo “sconto nozze” (che culo…) per lo stesso identico itinerario ci hanno chiesto la bellezza di 9000€. Quindi calcolando le spese non comprese in questa quota (ingressi ai siti, alcuni trasferimenti, ecc) saremmo andati a spendere quasi 10000€ in 2 quasi 3 volte tanto quello che abbiamo speso in realtà, roba da pazzi!!!!

PREZZI ESURSIONI

MACHU PICCHU:

completamente organizzata da soli abbiamo speso quasi 113€ a testa per 2 giorni ripartiti così:
-colectivos a/r Cuzco-Urubamba-Ollantaytambo 6€
-treno a/r Vistadome Ollantaytambo-Ag.Calientes 54€
-una notte in suite al Rupawasi Lodge 17€
-bus a/r Ag.Calientes-Machu Picchu 8€
-ingresso a Machu Picchu 28€

DINTORNI DI CUZCO:

Tambo Machay, Kenko, Puca Pucara, Sacsayuaman organizzata da soli contrattando la visita di 3 ore con il tassista 15 sol in 2 (quasi 4€)
Entrata con il Boleto integral che costa cc.17€ ed è valido per tutti i siti intorno a Cuzco (Machu Picchu escluso)
ISOLE UROS:organizzata da Alina Tours 5€ a testa

COLCA CANYON:

organizzata con giardino Tours con notte al Colca Inn di Chivay 28€ a testa più spese varie per pasti (10€) entrata Colca (cc8.5€), ingresso terme di Chivay(2.5€) più altre spese varie (acquisti, mance, ecc)

SPOSTAMENTI INTERNI

LIMA-CUZCO (volo Taca Peru’) 40€
AREQUIPA-LIMA (volo Star Peru’) 36€
Aerop.Lima-centro dai 15 ai 25 sol (3.5/6€) (molto comunque dipende dalla vostra capacità di contrattare)
Cuzco-Puno pullman turistico 10€
Puno-Copacabana colectivos 3.5€
Copacabana-Puno “ “ 3.5€
Puno-Arequipa “Senor de los Milagros” 2.5€
Taxy a Cuzco dai 1 a max 4 sol 0.25/1€
Barca Copacabana-Isla del sol a/r 1.5€




2 commenti, punteggio medio:

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scritto da Sara Silvi, il 16 novembre 2010.

cari ragazzi,
che bello!anche noi vorremo fare un viaggio del genere, ma la cosa che più mi spaventava è il costo dei biglietti che sembra essere veramente proibitivo, soprattutto se si decide di fare, come proponeva Maria, uno sfasamento di andata e ritorno.
Potreste dunque indicarci che voli avete preso?
@Maria,,,allora sei partita?e come ti sei organizzata????
Grazie mille

scritto da Maria , il 15 febbraio 2010.

ciao Cristina,
ho letto con immenso piacere e curiosità della vostra esperienza in Perù.
Anche noi stiamo pianificando di fare il nostro viaggio di nozze (ci sposiamo il 10/05/10) in Perù e Bolivia compreso l'ultima settimana a Los Roques e concordo con te sul furto autorizzato delle agenzie viaggio! :-(
Mi rincuora sapere che non siamo i soli a fare viaggi fai da te per la luna di miele e mi farebbe piacere se mi potessi indicare qualche dettaglio in più sui voli che avete preso dall'Italia. spero di avere presto tue news

Maria

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