Maldive alternative-lontano dai resort

di Claudia Stiatti

"...anche questa mattina ci siamo svegliate presto, pronte per una nuova giornata all'avventura! ho bevuto la mia solita tazza di y-y (un specie di nescaf che si beve alle maldive) e un po' di masshuni (uno spuntino salato fatto da piadine con un misto di tonno, cipolle, cocco e spezie). sembra un abbinamento un po' strano, ma abbiamo bisogno di energie per affrontare la giornata. il caldo davvero torrido e non ci d tregua neanche alle 11 di sera.

Alle 9 andiamo al porto dove ci aspetta il Dhoni con Idris, Ali ed Acram: saliamo sulla barca che ci porta a Hurarufinolu. Hurarufinolu una lingua di sabbia senza palme, senza alberi, con dei cespugli verdi che non ci riparano certo dal sole. Non c'e' problema, ci organizziamo con 3 pali e un telo per fare un po' di ombra. l'isola si trova ad un'oretta di distanza da Keyodhoo, (atollo di Felidhoo), in direzione est, verso Fotteyo. Mi piace viaggiare con il dhoni, ci possiamo distendere sulle panche, guardiamo il mare in cerca di delfini e ogni tanto vediamo i pesci volanti.
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Piano piano ci avviciniamo e l'isola diventa sempre pi incredibile. Facciamo un sacco di foto mentre ci avviciniamo, poi il dhoni si ferma. Siamo nel mezzo dell'oceano, in un piccolo piccolo isolotto che di solito vediamo nei cataloghi di viaggi. La barca ci lascia a circa 20 metri dall'isola, perch l'acqua troppo bassa. Scendiamo dalla barca, lasciando le infradito nel dhoni e prendendo solo le cose indispensabili: maschera, pareo e crema protezione 30.

Sembra un sogno, l'acqua che circonda l'isola bassa e cristallina, pochi metri pi avanti, diventa blu. Blu profondo. Siamo solo noi, io e le 3 mie amiche, Isabella e Giuseppe con i loro bambini. in questo periodo il mare una tavola, sembra quasi un lago e non si sente neanche il rumore delle onde. Giriamo l'isola in 5 minuti e facciamo foto ad ogni angolo. Poi decidiamo di fare il bagno, ci distendiamo sulla sabbia e ci lasciamo cullare. Dopo un po' decidiamo di mettere la testa sott'acqua... la barriera bella, c' un po' di corrente e ci sono dei bellissimi coralli azzurri che ci sorprendono ogni volta.

Alle 2 torniamo a Keyodhoo, iniziamo ad avere fame e una volta arrivati, andiamo da Ammado a pranzo! Ammado il buffo cuoco del ristorantino del circolo, e ha anche il tipico fisico da cuoco: alto, cicciotto e con un bel sorriso soddisfatto. Oggi ci ha preparato noodles alla maldiviana, pesce all'arancia, carpaccio di carangide con lime e verdure, e tante altre cosine. dopo pranzo ci mettiamo all'ombra, mentre qualcuna legge un libro e qualcun'altra fa le parole crociate portate da casa.

Alle 5 abbiamo fissato per andare a pesca. Pesca al bolentino, con lenza, piombo, amo ed esca. ah, dimenticavo i guanti, per noi non abituate a pescare. La barca questa volta la guida Nishamu, e come tutti i maldiviani tiene il timone con i piedi. A me il mare sembra tutto uguale, ma a quanto pare ci sono zone in cui i pesci ci sono e altre in cui non si pesca niente... Ali fa cenno di fermarsi, il motore si spegne, si butta l'ancora e iniziano a preparare le esche. Il sole picchia ancora, e nonostante che alle 6 il sole tramonti, fa ancora molto caldo. Margherita un po' perplessa, non hai mai pescato in vita sua e si sente un po' in imbarazzo. C'e' Acram vicino a lei che le dice cosa fare. Lui ride sempre e si diverte tanto a vedere noi ragazze a pesca. Vicino a me invece c'e' Nishamu: timido e parla poco l'italiano; io cerco di tirar fuori qualche parola in maldiviano, lui cerca di capire i miei gesti e dopo dieci minuti, io e Margherita iniziamo la nostra gara di pesca... alla fine, io pesco una cernia, un doctor fish, (che anche velenoso) e due pesci di 4-5 kg che sembrano branzini... la gara per la vince Margherita quando, dopo tanta, tanta fatica riesce a tirare su una murena di un metro e mezzo... "

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