Esaminiamo due tipi di viaggiatori: quelli tipici e quelli responsabili.
I viaggiatori tipici sono coloro che
vedono la vacanza come un momento per staccare dalla routine quotidiana,
scegliendo luoghi di soggiorno che li tengano “separati" da ciò che
quotidianamente li circonda. Questi viaggiatori difficilmente entrano in
contatto con la cultura locale e, quando lo fanno, sono quasi sempre nascosti
dietro l'obiettivo della macchina fotografica.
I viaggiatori responsabili sono coloro
che vedono la vacanza come un momento di arricchimento, un'occasione
per partecipare alla vita locale. Viaggiano immergendosi nella cultura e, come
per i loro predecessori, i pellegrini, il viaggio per queste persone ha una
ragione di esistere: conoscere, incontrare nuovi amici, confrontarsi con loro, discutere e
scambiare opinioni sulla vita e sul mondo, finanziare le comunità locali e i progetti sostenibili.
Essi vedono il viaggio sotto altri occhi e sotto un'altra prospettiva e, una
volta ritornati a casa, riportano un bagaglio ricco di esperienza che ha
rimodellato i loro valori. Per contro, spesso, quando il "turista tipico" torna a casa, si è
abbronzato, ha mantenuto le proprie idee e non ha saputo sfruttare, in modo
costruttivo, un’occasione propizia al proprio arricchimento culturale.
Cosa potete fare per diventare viaggiatori responsabili?
Accettate senza paure e timori il
luogo in cui siete arrivati e osservate genuinamente ciò che vi circonda. Ciò vi
permetterà di capire gli usi e i costumi e di sperimentare una vita sui generis.
Se siete ubicati in prossimità del mare, informatevi su dove vada la gente del
posto a nuotare, arrotolate i vostri pantaloni e correte a quella spiaggia.
Abbandonate l'idea della piscina nell'hotel, prendete, invece, in prestito
una bicicletta e partite all'avventura muniti di salvietta e acqua potabile.
Osservate come la gente locale si comporta e interagisce,
imparate alcune parole del luogo e unitevi al gruppo degli anziani a bere un bicchiere di vino o una bevanda locale.
Approfittate dell'opportunità di essere in un posto nuovo e vivete il momento
(carpe diem). A volte si riesce a raggiungere la sensazione sublime, primitiva e misteriosa della "perdita del tempo",
il non conoscere né il giorno, né l'ora in cui si vive...
Evitate la pretesa, tutta occidentale, di conoscere la risposta a ogni domanda. Adattatevi a chiedere.
Il vero viaggiatore responsabile è curioso, partecipa attivamente alla vita locale, crea nuove occasioni ed è sempre alla ricerca
di cose interessanti da conoscere. Spesso, dalle comunità locali c'è molto da imparare e poco da insegnare.
Una volta che avete recuperato informazioni sul posto, lasciate in camera la vostra bella guida.
Imparerete di più parlando con la donna nel negozio vicino o con i ragazzi che gestiscono il bar piuttosto che da un libro, anche se specifico.
Mettete in borsa la vostra macchina fotografica e per alcuni minuti osservate con i vostri occhi ciò che vi circonda,
catturando nella vostra mente immagini che non dimenticherete mai più.
Quando si vive una vera esperienza di viaggio succede qualcosa di molto strano.
Si scopre il piacere di poter dare il proprio contributo a una conversazione, per condividere esperienze,
nonchè un piccolo aiuto economico, andando ad acquistare nei mercati, a mangiare nei ristorantini locali o a prescegliere, tra
le guide, quella del posto.
Il termine responsabile deriva dal latino respondeo: “che risponde, che è garante di”.
Il viaggiatore responsabile diventa parte integrante del luogo, in un certo senso entra a far parte della comunità locale ed è consapevole
delle proprie azioni. Raggiungere questo obiettivo lontano da casa è davvero un'esperienza eclatante. Lasciare laggiù una parte di noi
rende sereni e soddisfatti di se stessi.
|