I viaggiatori avranno modo di conoscere in maniera più profonda del solito alcuni dei tasselli del mosaico che compone questo enorme e variegato Paese. Noi proponiamo un itinerario insolito, che ha come fulcro
, l'antica capitale del regno abissino dello Shewa, crocevia degli scambi tra i popoli del bassopiano e quelli dell'altipiano.
Conosceremo bene la vita dei contadini Amhara nei loro villaggi tradizionali persi nel tempo, seguiremo le rotte dei carovanieri nomadi Afar del bassopiano accompagnati dagli eleganti cammelli, visiteremo le capanne di bambù a forma di goccia d'acqua immerse nelle verdi foreste del Sidamo, ci faremo raccontare dai loro fondatori la storia di una comunità speciale: la comunità Rastafariana nella terra promessa e donata loro dal Re dei Re.
E ancora...remote chiese scolpite nella roccia, trekking in centenarie foreste afro-alpine, una notte da passare in mezzo a due cascate, convivi organizzati con la comunità locali per sentirsi partecipi del mondo così come lo vive la gente del luogo. Alcune tappe dell'itinerario proposto sono assolutamente
, ciònonostante non mancheranno di meravigliare e suggestionare.
Il programma dettagliato per giorni
1- Arrivo in mattinata nella capitale Addis Abeba. Visita introduttiva alla città che rappresenta il cuore pulsante dell’immensa e variegatissima nazione etiope: il museo etnografico e il museo nazionale dove osservare i resti della nostra antenata più antica, Lucy; i vecchi quartieri italiani di Piazza e Mercato, i ristoranti tipici in cui scoprire la
cucina più ricca e raffinata d’Africa.
2- Comincia il cammino verso l’altopiano del nord. Sosta a Debre Berhan ed escursione verso un
isolato monastero scavato nella roccia, sosta panoramica al passo di Tamamber dove scorgere uno dei più esemplari endemismi della fauna del paese,i babbuini gelada, infine arrivo nella poco distante Ankober.
3- Incontro con il
progetto di IPO, visita al vivaio di piante medicinali e al laboratorio galenico. Visita alla guesthouse di IPO, momento da dedicare alla tradizionale cerimonia del caffè. Alloggio presso l’Ankober Palace lodge.
4- Si inizia il trekking attraverso la magica foresta centenaria di Dens, si arriva a Let Marefia, e si visita il luogo dove un esploratore italiano, Orazio Antinori, il fondatore della
prima stazione italiana di studi geografici in Africa, decise di essere seppellito, poichè egli volle morire in Africa. Allestimento dell’accampamento.
Cena con la comunità.
5- Escursione lungo il torrente Shotalit, visita allo sperduto monastero di Mantek, luogo che non sfigurerebbe nel romanzo ‘Il nome della Rosa’ di Eco. Nell’attraversare i villaggi persi nel tempo si potrà approfondire la conoscenza
della vita e delle abitazioni tradizionali dei contadini amhara dell’altopiano.
6- Ritorno ad Ankober attraverso dei sentieri alternativi.
7- Dato uno sguardo all’
infinito panorama, si comincia la spettacolare discesa verso la lontana linea dell’orizzonte: dalle comunità contadine dell’altopiano (2500 metri di altitudine) verso quelle nomadi del bassopiano dancalo (1000 metri), gli Afar. Pernottamento al semplice, ma dall'incredibile
atmosfera retro’ “Buffet de la Gare”, tappa obbligatoria per i viaggiatori che si fermavano qui lungo la tratta ferroviaria Addis Abeba-Gibuti.
8- Si entra nel parco nazionale dell’Awash. La giornata è dedicata al
game drive in fuoristrada per avvistare la ricchissima fauna del parco, sostando ai piedi del vulcano Fantale ed in altri punti panoramici come le bollenti sorgenti d’acqua calda, alloggiando in uno spartano lodge (vecchie roulotte) o, per chi volesse, dormendo in tenda sotto le stelle con davanti a sé una panoramica mozzafiato.
9- Si riprende il viaggio in direzione sud, attraversando i larghi spazi aperti della grande frattura che spacca il paese, la nota Rift Valley. Si giunge a Shashamene e si alloggia nel
fiabesco Zion Train Lodge.
10- Giornata da dedicare alla conoscenza di una particolare comunità, quella dei
rastafariani che nel 1948 cominciarono l’esodo dalle terre della schiavitù verso le terre donate loro da sua Maestà Imperiale Haile Selassie I, realizzando così il sogno di liberazione del popolo nero dopo 400 anni di diaspora e il ritorno nella Madre Africa. La storia di questo movimento, così radicato oramai in tutto il mondo, sarà raccontato dalle voci dei
pionieri che incontreremo nelle loro case.
11- Biciclettata ed escursione ecologica nella rilassata città di Awassa, vicino a Shashamene. Nel pomeriggio visita alla foresta e bagno d’obbligo nelle
acque calde delle sorgenti di Wondo Genet, letteralmente ‘posto paradisiaco’.
12- Viaggio in un altra zona dalle distintive caratteristiche: il
Sidama, un altro microclima, una altra cultura, un altra lingua. Ad Aleta Wondo incontro con una cooperativa di produttori di caffè impegnata nell’
ecoturismo. Entrata nel Wotoma Bultuma Visitor Center e conoscenza di tutto il singolare
ciclo del caffè. In serata si giungerà in un rilassante lodge tradizionale in cui a fare da sfondo sonoro sarà il fragore delle due imponenti
cascate di Logita fra le quali il lodge è frapposto.
13- A pochi km di distanza ci si avventurerà alla ricerca di un’altra cascata suggestiva, quella di Bonora, dal cui
interno si potrà ammirare la cornice pittoresca e verdeggiante che la circonda.Si ritorna ad Awassa.
14- Inizia la risalita verso Addis Abeba, passando e sostando per i Laghi Langano, Ziway e i
laghi vulcanici di Debre Zeit. Arrivo in capitale.
15- Giornata di relax, di acquisti, ma anche una occasione di incontro con un dinamico e giovanissimo gruppo circense, il
Fekat Circus, composto da ex ragazzi di strada che diffondono attraverso i loro spettacoli messaggi di educazione civica e di riscatto sociale. Prima della partenza che avverrà in nottata, conclusivo momento di confronto con i membri dell’associazione IPO per una
valutazione d’insieme dell’esperienza vissuta.
attività complementari
Con questo viaggio
IPO vuole introdurre i partecipanti alle attività del suo più importante progetto attuale in Etiopia, situtato ad
Ankober. Qui IPO ha i suoi progetti che coinvolgono in prima persona contadini e operatori addetti alla raccolta e al confezionamento di piante officinali, infermieri del distretto, studenti e ricercatori della vicina Università di Debre Berhan. Si visiterà il
vivaio di piante medicinali e ai laboratori per la produzione in loco di preparati galenici a base di piante officinali dell'area. Una breve passeggiata nelle aree circostanti il lodge illustrerà ai visitatori la ricchezza di piante medicinali spontanee dell'area e li introdurrà all'
etnobotanica di questi luoghi.
Nella capitale Addis Abeba si visiterà una coloratissima casa italiana che ora è la sede-palestra del
gruppo circense Fekat Circus che abbina acrobazie, giocoleria, teatro e danza a messaggi di riscatto sociale e svilluppo civico.
A seconda dell'itinerario incontreremo ancora altre realtà dell'associazionismo e del cooperativismo locale (ad es. una
cooperativa di produttori del caffè che introdurrà al ciclo del caffè).
ospitalità e alloggi
L'ospitalità avverrà presso
strutture locali, come alberghetti e lodge dall'architettura tradizionali. Un esempio è l'Ankober Palace Lodge, ricostruito secondo l'antico modello del palazzo imperiale di Menelik II di fine ottocento. Si trascorreranno delle notti all'aperto in tenda, che è possibile affittare se non se ne dispone di una.
Si avrà a disposizione un accompagnatore e mediatore culturale italiano conoscitore del luogo e diverse guide locali che introdurranno i viaggiatori alle varie tappe da visitare.
abbigliamento e attrezzature
Un paio di buone scarpe per il trekking, sacco a pelo, abiti sia pesanti che di tipo estivo per la varietà degli ambienti visitati, k-way, copricapo, macchina fotografica, torcia elettrica, repellenti per pulci e pidocchi, repellenti per zanzare, creme solari, creme idratanti e lenitive. Farmaci assunti usualmente e difficilmente reperibili nelle zone al di fuori della capitale. Le strade sono spesso asfaltate, ma alcune restano in pessime condizioni e possono creare, nonostante l'uso di ottime jeep, problemi ai viaggiatori non abituati a viaggiare su strade dissestate. Si consiglia di portarsi un cuscino per rendere il viaggio più agevole.
prezzi dettagliati
e altre informazioni
Il costo di partecipazione al viaggio (15 giorni) si aggira intorno ai 900 euro (850euro/persona per un gruppo di 8 persone, 990 euro per un gruppo di 4 persone).
la quota comprende:
- Spese di assicurazione infortuni
- Costi di noleggio macchina e fuoristrada
- Costi per alloggi (in camera doppia - o camera singola su richiesta)
- Ingressi ai musei, guide locali, traduttori, mediatore culturale
- Contributo alla costruzione della clinica mobile per la diffusione delle cure dermatologiche.
La quota non comprende:
- Volo aereo a/r
- spese di vitto (meno di 10 euro al giorno)
Il viaggiatore riceverà una scheda di prezzo trasparente tramite cui potrà verificare la precisa allocazione dei propri soldi. Una quota del costo totale sarà gestita tramite il sistema della cassa comune.
Requisiti richiesti per la partecipazione
Buono spirito di adattamento, allenamento medio per compiere passeggiate in montagna, disponibilità a confrontarsi serenamente cogli altri partecipanti e risolvere eventuali contenziosi in maniera armoniosa, adattabilità a ogni cambio di programma anche se repentino, rispetto per l'ambiente, comportamenti consoni ai luoghi visitati secondo le culture e tradizioni locali. Disponibilità a rinunciare ai comfort usuali, soprattutto per quel che concerne i pernotti in tenda e negli alberghi locali.
Difficoltà e possibili contrattempi
Le condizioni igieniche possono risultare molto diverse dagli standard a cui si è abituati. Occorre dunque ricordare a tutti i partecipanti che un viaggio in Africa, lontano dalle mete battute dai grandi tour operator, comporta la necessità di adattarsi alle infrastrutture locali e non la richiesta che vengano creati bagni e servizi igienici ad hoc per il turista inesperto. I pasti saranno consumati nelle strutture locali, anche in tal caso dovremmo dimenticare le esigenze di ricchi occidentali e adattarci a quello he offre la cucina, nello spirito di comprensione e interesse di incontrare nuove abitudini e piatti tradizionali, paragonabile a quello di incontrare culture e persone nuove.
Vaccinazioni e profilassi
Nessuna vaccinazione è obbligatoria. Nelle aree montane i maggiori rischi sono legati all'assunzione di cibi e bevande contaminati e dunque limitabili con un po' di buon senso (ad esempio non assumere cibi non cotti). Nelle aree del bassopiano invece non si può escludere, anche se la frequenza di contagio è molto bassa, il rischio malarico. La scelta di un'eventuale profilassi è riposta nel viaggiatore. E' tuttavia consigliabile munirsi di farmaci antimalarici da prendere nell'eventualità di contrarre la malaria. Anche in questo caso, il buon senso e le precauzioni possono ridurre il rischio al minimo, usando semplici accorgimenti quali: usare le reti zanzariere, coprire le parti esposte del corpo, usare repellenti cutanei.
Pasti e bevande
In molte aree urbane del Paese è possibile trovare un'ampia scelta di piatti cucinati all'occidentale'. Al di fuori di Addis Abeba e dei centri turistici invece l'unica cucina disponibile è quella tradizionale. Il piatto tipico abissino viene servito sull'onnipresente ingera, una sorta di crèpe spugnosa ricavata da un cereale locale, il Teff (Eragrostis tef). Essa funge sia da pane che da forchetta, ritrovandosi in tutto il paese l'abitudine di mangiare colle mani. Con l'ingera vengono serviti spesso stufati di carne, arricchiti da misture di spezie locali quali il berberé, a base di peperoncino piccante e oltre 20 spezie. Nonostante l'abitudine di mangiare carni crude, quali il kitfo, una sorta di tartara all'africana, sia molto diffusa, se ne sconsiglia l'assaggio a chi non è abituato a viaggi in paesi tropicali.
I viaggiatori vegetariani troveranno un po' dappertutto, durante i lunghi periodi di digiuno da carni imposti dal credo cristiano ortodosso, pasti a base di legumi e verdure lessate. Generalmente è possibile reperire frutta di buona qualità e dovunque si trovano caffè nei quali degustare bevande tipiche quali il bunna, l'ottimo caffè etiopico, servito nelle più svariate declinazioni (macchiato, caffellatte ecc), tè aromatizzato alla cannella e al cardamomo, e vari alcolici e superalcolici locali quali l'arake, grappa locale e la tella, birra fermentata.
Lingua
Nessuno ormai parla più o comprende la lingua italiana, al contrario di quanto molti sono indotti a pensare a seguito della triste esperienza coloniale. La maggior parte della popolazione urbana comprende tuttavia la lingua inglese. Nonostante l'Amharico sia la lingua nazionale, la Repubblica Federale d'Etiopia è divisa in Stati su base etnico-linguistica. I ceppi principali sono quello Semitico (di cui fanno parte ad esempio il Tigrino e l'Amharico stesso) con lingue diffuse soprattutto nel Nord del paese, Cuscitico (di cui fa parte la lingua Oromo, parlata dall'omonima etnia e diffusa tra più di 40 milioni di persone, ma a cui appartengono anche le lingue dell'etnia Somala e Afar) e il Nilotico diffuso soprattutto nella parte Sud Occidentale del Paese e lungo i confini con il Sudan.
Valuta
La valuta locale è il birr etiopico che oscilla a seconda del rapporto euro/dollaro.
Al momento della stesura di questa pagina il cambio è di 1 EUR=18 ETB.